L’Agenzia delle Entrate ha reso noto che da oggi, 27 gennaio 2026, è pienamente operativo, all’interno dell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”, il nuovo servizio web dedicato all’integrazione del Codice Unico di Progetto (CUP) nelle fatture elettroniche relative all’acquisto di beni e servizi finanziati mediante incentivi pubblici destinati alle attività produttive.

Il quadro normativo di riferimento, individuato dall’art. 5, comma 6, del D.L. n. 13/2023, convertito con modificazioni dalla legge n. 41/2023, ha introdotto – a decorrere dal 1° giugno 2023 – l’obbligo di indicare il Codice unico di progetto (CUP) in tutte le fatture elettroniche emesse da cedenti/prestatori residenti o stabiliti nel territorio dello Stato relative all’acquisizione dei beni e servizi oggetto di incentivi pubblici alle attività produttive, erogati a qualunque titolo e in qualunque forma da una Pubblica Amministrazione. Il CUP è riportato nell’atto di concessione dell’incentivo o viene comunicato al momento della sua assegnazione o al momento della sua richiesta e deve essere riportato nella fattura al momento della sua emissione.

Al fine di evitare che errori formali o dimenticanze determinino conseguenze penalizzanti per gli operatori economici, l’Agenzia delle Entrate ha previsto uno strumento dedicato che consente al cessionario o committente – anche tramite un intermediario appositamente delegato ai sensi dell’art. 3, comma 3, del D.P.R. n. 322/1998 – di intervenire su fatture già emesse e trasmesse al Sistema di Interscambio, integrando il CUP. L’integrazione può essere effettuata direttamente online, attraverso un percorso guidato che riduce il rischio di imprecisioni e facilita la regolarizzazione tempestiva dei documenti.  

Il provvedimento attuativo prot. n. 563301/2025 aveva già delineato nel dettaglio la procedura, specificando che l’integrazione è ammessa per tutte le fatture con data di operazione successiva al 31 maggio 2023. Tale indicazione attribuisce alla misura una portata retroattiva particolarmente rilevante, consentendo alle imprese di rimediare a omissioni pregresse senza dover ricorrere all’emissione di note di variazione o ad altre soluzioni più onerose. In particolare, le fatture da integrare possono essere ricercate attraverso l’identificativo SdI e la ricerca viene effettuata tra tutte le fatture emesse a partire dal 1° giugno 2023 e non rifiutate per le

quali l’utenza di lavoro figura come cessionario/committente.

Collegamenti utili: