Il 1° gennaio 2026 è entrato in vigore il D.Lgs n.184/2025, recante il Codice degli incentivi, adottato in attuazione dell’art. 3, commi 1 e 2, lettera b), della Legge 27 ottobre 2023, n. 160.
Il provvedimento mira a superare la frammentazione normativa vigente, definendo una disciplina generale e unitaria degli interventi economici a favore delle imprese finanziati con risorse pubbliche, nel rispetto delle competenze costituzionali di Stato e Regioni, delle autonomie speciali e della normativa europea in materia di aiuti di Stato, con l’obiettivo di migliorare la pianificazione, l’efficacia e la trasparenza dell’azione pubblica.
Il Codice si applica alle agevolazioni concesse sotto forma di contributi a fondo perduto, garanzie su operazioni finanziarie, finanziamenti agevolati, strumenti rimborsabili, interventi nel capitale di rischio, agevolazioni fiscali e contributive, nonché ad altre forme di sostegno previste dai singoli bandi, con esclusione degli incentivi fiscali automatici privi di istruttoria valutativa, di quelli in materia di accisa e degli incentivi contributivi.
Tra le principali innovazioni, l’istituzione di un sistema unitario di programmazione, gestione e conoscibilità delle agevolazioni, fondato sul Sistema Incentivi Italia, che comprende il Registro nazionale degli aiuti di Stato e la piattaforma digitale Incentivi.gov.it, inteso a diventare punto di accesso nazionale all’offerta complessiva degli incentivi pubblici, anche ai fini della trasparenza e del monitoraggio. A ciò si affianca l’obbligo per le amministrazioni centrali di adottare un Programma degli incentivi, recante obiettivi strategici, quadro finanziario e cronoprogramma degli interventi, nonché il rafforzamento del coordinamento tra politiche statali e regionali mediante l’istituzione di un Tavolo permanente degli incentivi presso il MIMIT, con funzioni di raccordo e indirizzo.
Il Codice introduce inoltre misure di semplificazione e omogeneizzazione procedurale, prevedendo l’adozione di bandi tipo, la definizione di elementi minimi obbligatori delle procedure di accesso e criteri uniformi per l’affidamento della gestione degli incentivi a soggetti in house o selezionati mediante gara. Particolare rilievo assume il rafforzamento del sostegno alle PMI, cui è riservata una quota minima del 60% delle risorse disponibili per ciascun incentivo, con una riserva specifica del 25% per micro e piccole imprese, nonché l’introduzione di criteri premiali obbligatori, quali il rating di legalità, la certificazione della parità di genere e la valorizzazione del lavoro giovanile e femminile, se compatibili con le finalità della misura.
Un ulteriore profilo di rilievo riguarda la previsione di cause generali di esclusione e revoca delle agevolazioni, nonché il rafforzamento dei controlli e delle misure di contrasto alla delocalizzazione delle attività produttive. Il Codice disciplina infine un regime speciale per gli incentivi fiscali che richiedono un’istruttoria valutativa e per i crediti d’imposta, demandando alla normativa di settore la disciplina di fruizione, controllo e recupero, e introduce un sistema strutturato di monitoraggio e valutazione ex ante, in itinere ed ex post, fondato sul Codice Unico di Progetto – CUP, al fine di garantire un utilizzo efficace ed efficiente delle risorse pubbliche.
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