L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha espresso valutazione favorevole sul nuovo Protocollo d’intesa in materia di pagamenti elettronici, in attuazione dell’art. 1, commi 385-387, della legge n. 197/2022.

La legge di bilancio 2023 ha infatti previsto l’adozione da parte del MEF, di un decreto volto a istituire un tavolo permanente tra le categorie interessate, con l’obiettivo di individuare soluzioni dirette a mitigare l’incidenza dei costi delle transazioni elettroniche fino a 30 euro per gli esercenti con ricavi non superiori a 400.000 euro, nonché a promuovere un approccio pattizio tra associazioni degli esercenti e prestatori di servizi di pagamento finalizzato a garantire livelli di costo equi, trasparenti e confrontabili.

L’obiettivo è stato dunque di porre al centro dell’attenzione il problema dei costi delle commissioni applicate agli esercenti – spesso elevati e caratterizzati da una forte eterogeneità delle proposte commerciali, tale da rendere difficile una scelta realmente consapevole. Il decreto MEF del 3 marzo 2023 ha successivamente istituito il tavolo permanente sui pagamenti elettronici, chiamando a raccolta i soggetti della filiera e le associazioni degli esercenti per individuare soluzioni volte alla mitigazione dei costi delle transazioni.

Il (primo) Protocollo, sottoscritto il 27 luglio 2023, ha rappresentato un passo avanti decisivo, introducendo uno schema standardizzato di presentazione delle condizioni economiche che ha consentito di rendere confrontabili offerte sino ad allora caratterizzate da forte disomogeneità. Hanno aderito al Protocollo un totale di 28 banche e un fornitore di servizi di pagamento, per un totale di 34 offerte commerciali presentate e pubblicate sul sito del CNEL.

I risultati, evidenziati dall’analisi del Politecnico di Milano, mostrano un impatto significativo: ben 26 delle 27 offerte analizzate hanno azzerato le commissioni per i pagamenti fino a 10 euro, determinando uno standard di mercato uniforme per i micropagamenti; tutte le offerte hanno strutturato le commissioni in tre fasce (0–10, 10–30 e oltre 30 euro), confermando una semplificazione rilevante per gli esercenti; il costo effettivo delle commissioni – al netto dei costi di gestione dei dispositivi POS – si è stabilizzato tra l’1% e l’1,3% del transato, con un miglioramento generale della competitività.

Permangono, tuttavia, aree di miglioramento, in particolare sulla chiarezza delle condizioni applicabili dopo il periodo promozionale: il 50% delle offerte non ha fornito informazioni sintetiche complete, mentre solo il 18% ha confermato il mantenimento delle condizioni agevolate. L’applicazione dello schema standard ha dunque aumentato la trasparenza, ma ha evidenziato la necessità di un ulteriore affinamento.

È in questo contesto che si inserisce il nuovo Protocollo d’intesa, che introduce innovazioni significative nel solco dell’esperienza maturata.

L’art. 1, comma 3, del nuovo Protocollo conferma che i gestori sottoscriventi formulino offerte commerciali dedicate agli esercenti con ricavi fino a 400.000 euro, specificamente orientate alla riduzione delle commissioni per le transazioni di valore pari o inferiore a 30 euro. Per le operazioni fino a 10 euro – segmento nel quale si concentra il problema dei costi fissi sulle microtransazioni – le iniziative dovranno risultare “significativamente competitive”, consolidando e ulteriormente rafforzando le dinamiche virtuose già osservate con il primo Protocollo.

La vera innovazione è contenuta nel comma 4 dello stesso articolo, che estende l’ambito soggettivo del Protocollo agli esercenti con ricavi fino a 750.000 euro, soglia derogabile anche in aumento dagli operatori. Per questa categoria più ampia non è richiesto che le offerte includano condizioni di maggior favore, ma è imposto un vincolo fondamentale: l’obbligo di utilizzare gli schemi standard di comparazione. Tale estensione consente a una quota molto più ampia di imprese di accedere a informazioni chiare e comparabili, superando una delle criticità maggiori del mercato: l’impossibilità, per una parte significativa degli operatori, di comprendere pienamente i costi effettivi delle diverse proposte commerciali.

La struttura standardizzata dovrà inoltre essere compilata in modo completo e pubblicata sia sui siti dei gestori dei pagamenti elettronici sia sul portale del CNEL, rafforzando trasparenza, monitoraggio pubblico e confrontabilità immediata.

Le promozioni oggetto del nuovo protocollo andranno pubblicizzate per almeno 12 mesi e avranno una durata non inferiore a 12 mesi. Il Protocollo sarà valido ed efficace per 24 mesi dalla data di sottoscrizione.

L’AGCM ha espresso apprezzamento per l’impostazione complessiva del nuovo documento, riconoscendo l’assenza di criticità concorrenziali e sottolineando la capacità dello strumento di migliorare trasparenza, comparabilità e dinamica competitiva. L’ampliamento della platea dei destinatari e la durata biennale del Protocollo sono stati valutati positivamente, poiché permettono di estendere gli effetti benefici già osservati nella prima applicazione.

FIPE, insieme alle altre associazioni degli esercenti, procederà alla sottoscrizione del nuovo Protocollo, valorizzandone il contributo nel consolidare un mercato più trasparente, competitivo e accessibile. Le nuove disposizioni offrono infatti strumenti più efficaci per comprendere e confrontare le condizioni applicate dai diversi operatori, con benefici diretti per gli esercenti e un ulteriore impulso al processo di digitalizzazione del sistema dei pagamenti.

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