Oggi i servizi valgono i 3/4 del valore aggiunto del Paese. La terziarizzazione dell’economia è un fenomeno che viene da lontano ma che negli ultimi decenni si è fortemente sviluppato. Eppure la narrazione sui servizi risente ancora di troppi luoghi comuni che tendono a sottovalutarne le potenzialità.
Guardando agli ultimi 20 anni vediamo che la crescita dell’economia italiana è dipesa totalmente dalla crescita dei servizi. In forte calo il contributo dell’agricoltura, in calo quello delle costruzioni, sostanzialmente fermo il valore aggiunto dell’industria (-0,02%). All’interno del mondo dei servizi merita di essere segnalata la vivacità di “alloggio e ristorazione” con un tasso medio annuo di crescita del valore aggiunto pari allo 0,8%.
Dinamica reale del valore aggiunto (2004-2024)
| tma (%) | |
| Totale attività economiche | 0,39 |
| Agricoltura, silvicoltura e pesca | -0,60 |
| Industria manifatturiera | -0,02 |
| Costruzioni | -0,16 |
| Servizi | 0,62 |
| di cui: alloggio e ristorazione | 0,81 |
Fonte: elaboraz. C.S. Fipe su dati Istat
Ma non si può parlare di ricchezza senza parlare anche di lavoro. Anche qui i servizi risultano decisivi. In calo il lavoro in agricoltura (tma -0,7%), nell’industria (tma -0,9%), in crescita nelle costruzioni (tma +0,4%) grazie ai robusti incentivi pubblici e nei servizi (tma +0,6%), all’interno dei quali “alloggio e ristorazione” registrano un incremento medio annuo di quasi 2 punti percentuali. Il fatto che il lavoro nei servizi cresca non è un incidente di percorso ma il risultato di un processo reale di incontro tra domanda e offerta di lavoro. Parlare di occupazione buona da contrapporre ad una presunta occupazione cattiva non tienecontodei processi che attraversano il mercato del lavoro reale. E non tiene conto del fattoche dietro questi processi ci sono sempre persone per le quali il lavoro, qualunque lavoro purché fondato sul rispetto della legge e dei contratti, è fonte di dignità oltre che di reddito. E a proposito di redditi è nei servizi, con una particolare accentuazione in “alloggio e ristorazione”, che si registra un solido fenomeno di crescita dei redditi da lavoro.
Dinamica reale dei redditi da lavoro dipendente (2004-2024)
| tma (%) | |
| Totale attività economiche | 0,55 |
| Agricoltura, silvicoltura e pesca | 1,03 |
| Industria manifatturiera | -0,06 |
| Costruzioni | 0,76 |
| Servizi | 0,71 |
| di cui: alloggio e ristorazione | 2,36 |
Fonte: elaboraz. C.S. Fipe su dati Istat
Ma veniamo al punto dolente della narrazione che, a dispetto delle evidenze, descrive un settore industriale virtuoso ed efficiente e un mondo dei servizi obsoleto e inefficiente. Alla base di questa visione c’è la produttività.
Eppure sono i dati stessi a mostrare che solo i servizi sono riusciti a tenere coerentemente insieme valore, lavoro e produttività. Si può fare meglio? Certamente ma intanto va dato valore ai risultati ottenuti che non sono poca cosa.
Tuttavia, utilizzare lo stesso metro di giudizio per valutare un settore in cui il lavoro diminuisce (la manifattura) ed un settore in cui, al contrario, il lavoro cresce (i servizi) è sbagliato due volte. La prima perché è evidente che l’andamento del lavoro influisce sulla misura della produttività, la seconda perché si lascia intendere che la crescita della produttività possa realizzarsi solo a scapito del lavoro.
Dinamica reale della produttività (2004-2024)
| tma (%) | |
| Totale attività economiche | 0,15 |
| Agricoltura, silvicoltura e pesca | 0,08 |
| Industria manifatturiera | 0,89 |
| Costruzioni | -0,56 |
| Servizi | 0,05 |
Fonte: elaboraz. C.S. Fipe su dati Istat
In conclusione, i numeri portano a dire che così come non c’è un’occupazione buona e un’occupazione cattiva, se tutto si svolge all’insegna del rispetto delle regole, non c’è neppure un’economia buona e un’economia cattiva ma solo un’economia che crea più valore per tutti.
