Il 28 giugno 2023 la Commissione Europea ha presentato la proposta di Regolamento COM (2023) 369 final sull’istituzione dell’euro digitale. Il provvedimento mira a introdurre una moneta europea digitale pubblica, con corso legale e utilizzabile come strumento di pagamento alternativo al contante e ai mezzi digitali privati. L’obiettivo è rafforzare l’autonomia strategica e monetaria dell’Unione Europea, offrendo ai cittadini un’opzione pubblica, sicura e moderna per i pagamenti, in un contesto sempre più dominato da operatori extraeuropei.
Nell’ambito di questa trasformazione, i Pubblici Esercizi possono costituire un canale privilegiato per la diffusione dell’euro digitale, grazie alla loro capillarità sul territorio e all’elevato numero di transazioni giornaliere con basso valore medio. Nel 2024, in Italia si sono registrati oltre 9 miliardi di visite nei locali del settore – bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie – con uno scontrino medio di circa 10,40 euro. Ciò conferma la potenzialità del comparto quale strumento per facilitare l’utilizzo quotidiano della nuova moneta europea.
Affinché l’euro digitale possa trovare concreta applicazione in questi contesti, tuttavia, è essenziale che risulti competitivo rispetto ai metodi di pagamento attualmente in uso. Gli attuali sistemi elettronici, infatti, impongono agli esercenti – in particolare alle micro e piccole imprese – commissioni spesso sproporzionate rispetto ai margini e all’entità delle singole transazioni. Nel 2024 la Banca Centrale Europea, ha rilevato che i piccoli operatori pagano commissioni in media tre/quattro volte superiori rispetto a quelle sostenute dalle grandi imprese.
E’ una preoccupazione nota alla Commissione Europea: non a caso la proposta di Regolamento riconosce esplicitamente che gli esercenti si troverebbero in una posizione di vulnerabilità qualora fossero obbligati ad accettare l’euro digitale senza che sia definito un limite massimo alle commissioni applicabili dai prestatori di servizio di pagamento (“PSP”, vale a dire banche et similia). A tal fine occorrerà lavorare sulla comparabilità delle voci di pricing e, dunque, sulla trasparenza, due principi cardine ma non consolidati nell’attuale mercato dei pagamenti elettronici. In altri termini, la riprova del vantaggio competitivo dell’euro digitale avrà come cartina di tornasole anche le micro e piccole imprese che oggi sostengono costi nettamente maggiori rispetto ai grandi operatori.
Oltre alla questione (centrale) dei costi, altri elementi si riveleranno essenziali per l’effettiva sostenibilità per gli esercenti dell’euro digitale. Per citarne alcuni, l’accredito istantaneo degli importi incassati, la piena interoperabilità con i sistemi già in uso, la semplicità operativa, la protezione della privacy dei dati personali.
Ieri, 16 luglio, la Banca Centrale Europea ha pubblicato il terzo rapporto sull’avanzamento relativo alla fase preparatoria dell’euro digitale. In tale occasione il consigliere esecutivo della BCE Piero Cipollone ha dichiarato di salutare con favore il ritmo ambizioso del lavoro legislativo, soprattutto considerate le attuali sfide geopolitiche ed economiche. La BCE ha segnalato che i principali obiettivi della fase preparatoria, avviata nel il 1° novembre 2023, sono pienamente in corso. Tra questi, la definizione di un primo schema di regole per l’euro digitale (Rulebook), la selezione dei fornitori per piattaforma e infrastruttura, l’avanzamento delle attività di sperimentazione. Nel rapporto viene altresì ricordato che stanno lavorando alla creazione di un App ufficiale, semplice da usare e accessibile anche a persone con disabilità fisiche. Inoltre, sono in corso approfondimenti tecnici per garantire che i pagamenti in euro digitale possano avvenire anche in assenza di connessione di rete o alimentazione elettrica (c.d. offline). Si ribadisce che l’accesso per i non residenti nell’area euro sarà limitato, ma che un’eventuale estensione futura a soggetti extra-area potrebbe contribuire al rafforzamento del ruolo internazionale della valuta.
Alla luce delle sfide e delle opportunità evidenziate, appare chiaro che l’introduzione dell’euro digitale rappresenta un passaggio strategico per il futuro dell’economia europea, ma non potrà prescindere da un confronto costante con gli esercenti che operano quotidianamente nel mercato e sono a contatto con i consumatori. Solo attraverso un approccio inclusivo, attento alla sostenibilità economica delle micro e piccole imprese e capace di garantire vantaggi tangibili in termini di costi, efficienza e semplicità d’uso, l’euro digitale potrà davvero affermarsi come uno strumento di progresso, coesione e sovranità per l’Eurosistema.
Collegamenti utili:
proposta di Regolamento COM(2023) 369 final
FAQ BCE sull’euro digitale
Progress on the preparation phase of a digital euro – Third progress report
Digital euro scheme rulebook
