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Dom, dic 21, 2014
Comunicazione Interventi Interventi Presidente 24-02-2010 Assemblea Fipe
Relazione del Presidente
Lino Enrico Stoppani

Assemblea 2010
Roma, 24 febbraio 2010

 

In occasione dell’Assemblea elettiva, al Presidente in scadenza di mandato spettano essenzialmente due compiti:

- Fare il rendiconto del mandato ricevuto, per dovere e rispetto verso l’Assemblea e non per celebrarsi, enfatizzando cioè sui fatti positivi e sui risultati e sorvolando, invece, su quelli negativi e sulle mancanze;

- Nell’ipotesi di ricanditatura al ruolo, come nel mio caso, fare una esposizione sui programmi futuri, sui quali raccogliere eventualmente nuovo consenso e comunque informare circa la direzione politica che dovrebbe caratterizzare il nuovo mandato.
 

Per quanto riguarda, quindi, il primo aspetto – il rendiconto finale – va fatto preliminarmente un inciso sul momento storico in cui è maturata, quattro anni fa, la mia designazione alla Presidenza della Federazione, che ha visto un radicale cambiamento negli Organi all’interno dei quali si sviluppa la vita associativa.

Il richiamo non è fatto per riaprire una ferita o per chiedere benevolenza di giudizio.
 

La ferita è ancora aperta, soprattutto nel cuore di quanti, come me, avrebbero voluto che il necessario rinnovamento della Federazione venisse fatto con le attenzioni e il rispetto che il mio predecessore meritava, da un punto di vista umano prima e poi per i tanti meriti che aveva seminato, tutti dimenticati e travolti dagli errori finali e da una forte voglia di cambiamento.

 

Abbiamo corso il rischio di naufragrare, non solo per le difficoltà dell’impegno sindacale, gravoso e complicato per definizione, ma anche per la debolezza e l’inesperienza della classe dirigente che il traumatico rimpasto aveva generato.

Dirigenti della più importante Federazione del sistema Confcommercio non ci si improvvisa, ma richiede un percorso di graduale crescita nel ruolo, che va preparato nel tempo, con la partecipazione, con l’assunzione di incarichi di responsabilità intermedi, con applicazione e spirito di servizio alla funzione, anche con un minimo di ambizione, che non considero un difetto, se utilizzata correttamente.

Mi sono, quindi, trovato a guidare una macchina complessa, con notevoli problemi di meccanica, con il patentino da motociclista!

Ho usato allora prudenza, per conoscere la macchina, motore, percorso e passeggeri, cercando di non sbandare.

Certamente non ho completato il percorso, ma non ho fatto altri incidenti o danni, ho preso confidenza nel ruolo, prendendo le necessarie lezioni di guida, ho fatto benzina e riparato la macchina, ho condiviso guida e percorso con una squadra affiatata, e riconsegno oggi all’Assemblea una Federazione viva, forte, consapevole del suo ruolo, pronta al salto di qualità.

Uscendo dalla metafora, abbiamo avuto in questo primo mandato un ruolo defilato rispetto al mondo istituzionale di riferimento, perché avevamo bisogno di presentarci in ordine,  organizzati, preparati, con l’autorevolezza e l’accreditamento che i fatti pregressi avevano azzerato.

Avevamo bisogno di far conoscere il nuovo stile della Federazione, che non poteva più essere come quello che ci siamo lasciati alle spalle, basato su un sistema di potere non sempre rispettoso delle regole, a volte lontano anche dai bisogni degli Associati, naufragato nel modo che sappiamo tutti.

Il nuovo corso, quindi, doveva essere ricostruito, non limitandosi a correzioni di facciata, ma incidendo sulle fondamenta organizzative ed operative sulle quali si appoggia La Federazione.

Lo stile rispecchia, poi, quello della Persona che guida la Federazione, cioè il mio, con i suoi difetti e le debolezze, ma anche con qualche valore che mi ero portato da casa; quindi, rispetto delle persone e del loro ruolo, buona educazione, trasparenza, lealtà, serietà, responsabilità, determinazione a perseguire obiettivi sindacali e altri valori, che spero siano stati recepiti e apprezzati e che hanno proiettato la nuova immagine della Federazione.

Chi mi è stato vicino, in particolare il Comitato di Presidenza e la Direzione Esecutiva, dopo il necessario rodaggio, si è allineato a questa impostazione, offrendo un contributo qualificato per il rilancio della Federazione.

La partecipazione e la condivisione delle scelte non sono stati solo auspici o proclami fini a se stessi, ma il modo di operare in tutte le occasioni associative, nelle quali, dopo l’ascolto e il confronto, usciva la linea politica delle Federazione, forte e chiara, espressa dal Presidente.

Abbiamo oggi una Federazione organizzata, con tanti problemi ancora da risolvere, ma che ha la forza di consolidare un percorso di rilancio che abbiamo tracciato, ricompattando anche le tante e diverse anime che la compongono, ognuna portatrice di aspettative, esigenze, problematiche e interessi diversi, a volte anche contrapposti, ma che hanno trovato il modo per una costruttiva equilibrata convivenza.

Anche le tensioni che avevano caratterizzato le passate elezioni, con correnti o schieramenti tra loro in conflitto, sono state ripianate, non grazie ad accordi o accomodamenti di facciata, ma con il dialogo, il rispetto delle idee degli altri, con la conoscenza delle persone, con il richiamo alla etica e alla responsabilità associativa che devono sempre privilegiare i bisogni rappresentati e mai gli interessi e le ambizioni personali.

In questo contesto di serietà, quindi, è stato possibile uscire dalle numerose difficoltà e affrontare i tanti problemi, sui quali si è sempre cercata la soluzione più appropriata.

Dal punto di vista interno, quindi, una volta chiarite posizioni, ruoli e anche i malintesi, si è instaurato un clima di collaborazione e di partecipazione che ha favorito l’attività sindacale.

Ne sono testimonianza la qualità dei momenti associativi, con Consigli Direttivi partecipati ed animati, ricchi di contenuti e di proposte e il costruttivo confronto su temi di interesse della categoria.

Tra i risultati raggiunti, il risanamento economico della Federazione va segnalato tra quelli importanti.

Per quattro anni consecutivi, la Federazione ha registrato avanzi di gestione, trasferiti al Fondo di Dotazione, che l’hanno rafforzata patrimonialmente, e la stessa cosa è successa nella partecipata Fuoricas@ S.r.l.

Fare utili non è lo scopo della Federazione, ma senza i conti in ordine non si va da nessuna parte, perché l’impegno sindacale va sostenuto anche economicamente, migliorando e gratificando la struttura esecutiva, promuovendo convegni e incontri pubblici, tessendo relazioni istituzionali, raccogliendo contributi esterni con consulenze tecniche, investendo cioè risorse economiche, oltre che umane, professionali e intellettuali.

Abbiamo oggi una Federazione solida anche dal punto di vista economico-patrimoniale, fatto che ha consentito di avviare un’operazione politica di grande significato sindacale, come il piano straordinario di regolarizzazione offerto ai Soci che abbiamo licenziato oggi, nella precedente Assemblea amministrativa.


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