Pisa - Sagre, circoli, feste. Concorrenza sleale

PISA
Federico Pieragnoli (Direttore Confcommercio Pisa): "Sagre, circoli privati ad uso pubblico, feste. Sono loro ad alimentare la concorrenza sleale"
Pisa, 27-06-2012
Come associazione di categoria assistiamo a continui controlli da parte della autorità di vigilanza nei confronti dei pubblici esercizi e dei locali regolari, anche con operazioni straordinarie come durante la “Notte Bianca” di Pontedera, mentre rileviamo l'assoluto disinteresse delle stesse autorità nei confronti delle numerose sagre, feste paesane, feste di partito e circoli privati ad uso pubblico. Per questo motivo, le dichiarazioni di alcuni enti di vigilanza e di controllo ci fanno sobbalzare quando parlano di ispezioni necessarie al contrasto della concorrenza sleale e delle ingiustizie sociali. Esempio tipico di concorrenza sleale, di elusione di tutte le normative igienico sanitarie, di sicurezza e fiscali, sono per definizione proprio sagre e feste varie, che non solo procurano un danno all'erario, ma di fatto alterano la concorrenza con i pubblici esercizi regolari. Basta analizzare i dati della provincia di Pisa per scoprire che la media di giorni per sagre e feste varie per singolo comune è pari a 20 giorni, quasi 800 giorni un anno solare. Questo flusso di sagre, concentrato per lo più durante la stagione turistica, comporta una perdita di fatturato netta dei pubblici esercizi pisani pari al -22%, dato traducibile in un mancato incasso superiore ai 4 milioni di euro.
A denunciare l'incidenza negativa delle sagre sui fatturati è l'87% dei pubblici esercizi pisani, che chiedono di combattere queste forme pretestuose di somministrazione parallela e di effettiva elusione delle regole igienico sanitarie, fiscali e del lavoro.
Da tempo chiediamo che le amministrazioni locali stilino un calendario delle sagre e delle feste autorizzate, comprovanti la qualità e la tipicità dei prodotti somministrati, vietando al contempo tutte le altre. Limitare le autorizzazioni, diminuirne la durata, autorizzare possibilmente sagre e e feste al di fuori dell'alta stagione turistica, imporre regole più restrittive, coinvolgere di più i pubblici esercizi, sono questi i punti fondamentali sui quali chiediamo un impegno serio delle amministrazioni locali. Mentre al contempo invitiamo le autorità di controllo e di vigilanza ad occuparsi non soltanto dei pubblici esercizi regolari, presenti sul territorio e ispezionabili tutto l'anno, ma di allargare la loro essenziale attività ispettiva anche a questo tipo di manifestazioni. Siamo certi, sarebbe un duro, durissimo colpo per la concorrenza sleale e le ingiustizie sociali”.
SAGRE E FESTE IN TOSCANA (Dati Fipe)
N. medio di giorni di feste e sagre per comune 23
N. medio di giorni di feste e sagre in totale 6.600
N. di feste e sagre in un anno Circa 1.000
Perdita fatturato pubblici esercizi (euro) 43.000.000
SAGRE E FESTE IN PROVINCIA DI PISA (Dati Fipe)
N. medio di giorni di feste e sagre in totale 780
N. di feste e sagre in un anno Circa 100
Perdita fatturato pubblici esercizi (euro): tra i 4 e i 5 milioni
IMPATTO DI FESTE E SAGRE SU FATTURATO (Dati Fipe)
Arezzo (-30,2%)
Firenze (-19%)
Grosseto (-33,6%)
Livorno (-21,5%)
Lucca (-30,6%)
Pisa (-22,3%)
Pistoia (-30%)
Siena (-4%)
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