Pubblici esercizi: un sistema di imprese che danno servizi creando ricchezza.
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SPENDING REVIEW RIDURRE BUONI PASTO È FRENO AI CONSUMI
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RIDURRE BUONI PASTO È FRENO AI CONSUMI
«Ridurre di due euro l’importo del buono pasto per i dipendenti pubblici nel momento in cui l’indice di fiducia dei consumatori è al minimo storico, come testimoniato dagli ultimi dati Istat, significa contrarre ulteriormente i consumi e penalizzare le famiglie. Oltretutto si tratta proprio di risorse destinate esclusivamente all’alimentazione».
Il presidente Fipe-Confcommercio, Lino Stoppani, si associa preoccupato alla schiera di quanti protestano contro la riduzione da 7 a 5,29 euro del valore dei buoni pasto per la pubblica amministrazione contenuta nella bozza di spending review.
«Il buono pasto – sostiene Stoppani – è la garanzia del pasto quotidiano del lavoratore. Dovremmo migliorare questo strumento anziché depotenziarlo. Buona cosa sarebbe prevedere misure che facciano rientrare la spendibilità del ticket nei pubblici esercizi nella misura di uno al giorno, evitando passaggi di mano da parte dei lavoratori e soprattutto utilizzi per spese diverse da quelle alimentari di immediato consumo. Se infatti il buono pasto tornasse ad essere utilizzato nella rete di pubblici esercizi si metterebbe fine una volta per tutte alle storture e agli utilizzi impropri che creano anche danni alle casse dello Stato».
Roma, 25-06-12
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Commenti
Siamo d'accordo sul fatto che tutti debbano utilizzare il buono pasto nel modo corretto. Questo vale anche per il pagamento ai pubblici esercizi da parte delle aziende emettitrici. Non tutti gli emettitori sono iscritti ad Anseb l'associazione che aderente a Fipe ha sempre chiesto che venissero indicati quali marchi di buoni pasto hanno atteggiamenti scorretti, compresi ritardi di pagamento. Per questo la invitiamo in via riservata a indicarci il nome dell'emettitore che le sta creando disagi.
Cordiali saluti.
Comunicazione Fipe
I buoni pasto non sono parte integrativa di uno stipendio, ma il diritto a un pasto equilibrato. E questo vale per i dipendenti pubblici e per quelli privati. Il personale Fipe riceve i buoni pasto. Per quanto riguarda le aziende aderenti a Fipe che - a suo parere - dovrebbero dare i buoni pasto ai loro dipendenti, Lei converrà che tali aziende nella maggior parte dei casi sono proprio bar e ristoranti. Il buono pasto è un servizio sostitutivo di mensa. Non le pare un paradosso che baristi e ristoratori distribuiscano buoni pasto ai cuochi e camerieri per consentire loro di andare a consumare il pasto in un bar o ristorante concorrente? Il presidente Stoppani vive nel mondo reale, ma forse questo non vale per tutti.
Cordiali saluti
Mi chiedo dove vive il sig. Stoppani.
Già il buono pasto per i dipendenti degli enti pubblici non ha ragione di esistere. È solo uno strumento che serve a mascherare parte dello stipendio. “La garanzia del pasto quotidiano del lavoratore” è il suo lavoro e lo stipendio che porta a casa non il buono pasto. Visto che ci tiene tanto come mai non si è mai battuto affinché le aziende aderenti a Fipe-Confcommercio diano i buoni pasto ai loro dipendenti? Prima di fare certe sparate il sig. Stoppani dovrebbe pensarci bene! Compromette solo l’immagine e la credibilità della Fipe-Confcommercio.
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