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Roma, 4 dicembre 2009
AGRITURISMI: RISTORANTI CON MENO TASSE
Fipe, la federazione dei pubblici esercizi lancia lallarme: anche gli
agriturismi diventeranno ristoranti a tutti gli effetti, pagando però
meno tasse e meno contributi.
È quanto rischia di accadere molto presto se si deciderà di
imitare la legge regionale della Commissione agricoltura della Toscana. In base
al nuovo testo in via di approvazione, un agriturismo di una certa
località potrà servire pasti senza lobbligo del
pernottamento e soprattutto potrà servire pietanze anche non legate alla
produzione agricola della stessa azienda.
In pratica, le agevolazioni di cui godevano gli agriturismi per incentivare la
coltivazione e il consumo dei prodotti locali diventeranno ancora di più
una concorrenza sleale nei confronti delle trattorie. I danni sono già
nellimmediato. Sotto le feste natalizie si potrà mangiare capitone
e paste a base di pesce il giorno della vigilia anche in un agriturismo di
montagna, togliendo clienti alla ristorazione classica.
«Se questa legge verrà approvata sostiene Edi Sommariva,
direttore generale Fipe - si farà un regalo ai soliti noti e si
commetterà una grande iniquità nei confronti degli operatori dei
pubblici esercizi che già si trovano in una situazione di crisi dei
consumi e che nemmeno si sognano le agevolazioni previste per gli agricoltori.
Qui non si tratta più di distinguere fra veri e falsi agriturismi,
perché saranno tutti legalmente falsi».
Fipe ha sempre rivendicato a nome delle 250mila imprese dei consumi fuori casa
una concorrenza sleale nei confronti di mercati paralleli (tipo agriturismo,
sagre, fiere e feste paesane) dove la somministrazione di cibo e bevande
avviene con le stesse modalità di un esercizio pubblico, ma con regimi
agevolati. Se vengono meno anche il vincolo di somministrare i prodotti
dellazienda agricola e lobbligo di pernottamento come si sta
verificando in Toscana, lagriturismo non sarà più un
turismo dei campi, ma una ristorazione a tutto tondo.
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