SEMINARIO
APPE SUL BOLLINO BLU DELLA RISTORAZIONE:
UN
PERCORSO DI IMPEGNO E PASSIONE
Sala
gremita per il seminario APPE, tenutosi il 12 febbraio scorso alla
Fiera
di Padova, sul
Bollino
Blu della ristorazione, che l'Associazione padovana della Fipe sta
sperimentando nell'ambito del progetto pilota.
Erano
presenti esponenti delle associazioni Fipe e delle Asl del Triveneto, docenti
universitari ed esercenti.
Nell'intervento
introduttivo, il direttore generale della Fipe Edi Sommariva ha
ripercorso la genesi del progetto, nato dalla collaborazione tra Federazione
dei pubblici esercizi e Ministero della Salute, soffermandosi sulla
grande importanza assunta negli ultimi anni dalla ristorazione, cui sempre
più spesso è demandata l'alimentazione di grandi e piccoli
che tutti i giorni consumano i propri pasti fuori casa. Da qui lo scopo
del progetto di rendere maggiormente consapevole la categoria di questa
grande responsabilità e farne un vero e proprio mezzo di informazione
sui corretti stili di alimentazione e sulla tradizione mediterranea, particolarmente
salutare.
Il
professor Michele Carruba
- ordinario di farmacologia all'Università
di Milano e membro del Comitato Tecnico istituito dal Ministero della
Salute per individuare i parametri della certificazione - si è soffermato
nel suo intervento sulla corretta alimentazione e la sua importanza per
la salute, lamentando la mancanza di informazione sull'argomento nel nostro
Paese, che conta il 9% di popolazione obesa, ma ben il 45% di essa con
problemi di sovrappeso. Il dato più allarmante - ha detto ancora
il professor Carruba - sta nel fatto che i giovani sono i meno avveduti,
e consumano sempre meno frutta e verdura, che sono i principali antiossidanti,
fondamentali per la salute del nostro organismo. In questa ottica, ha concluso,
è davvero importante il ruolo che il bollino blu offre ai ristoratori,
come propagatori della cultura del "ben mangiare", oltre che "buon mangiare".
E'
stata poi la volta del professor Carlo Cannella - docente di Scienze
dell'alimentazione dell'Università La Sapienza di Roma -
che ha parlato di sicurezza alimentare e qualità del servizio, invitando
i ristoratori a dare "qualcosa in più", a livello di cultura dei
piatti e dei prodotti del territorio da trasferire al cliente spesso ignorante
in materia, oltre che di edurlo sui principi della corretta alimentazione.
In sintesi, ha detto il professor Cannella, bisogna passare dal concetto
di alimentazione a quello di nutrizione, ponendo quindi un occhio di riguardo
alla salubrità dei cibi.
E'
stata poi la volta di
Stefano Crea, manager di una delle società
di certificazione coinvolte nella sperimentazione padovana, che si è
soffermato sull'importanza della "Carta dei servizi" che accoglierà
i clienti dei ristoranti certificati, che dovrà essere improntata
alla filosofia dello "scrivi cosa fai e fai quel che scrivi".
Infine,
il Segretario generale dell'Appe, Angelo Luni, ha raccontato l'esperienza
che stanno vivendo i primi sette pubblici esercizi coinvolti, seguiti dall'Appe
passo dopo passo, col prezioso contributo - ha tenuto a rimarcare Luni
- del dottor Rocco Sciarrone, del SIAN della ULSS 16 di Padova.
Nel suo intervento, riportando l'entusiasmo degli esercenti coinvolti e
dei molti altri che si stanno interessando da vicino al progetto, il segretario
dell'Appe ha ricordato la scelta strategica dell'Associazione, che nel
1997 decise di farsi carico autonomamente della gestione degli adempimenti
legati all'Haccp, sforzo notevole che l'ha però messa in condizione
di affrontare con padronanza questo step ulteriore rappresentato dal bollino
blu della ristorazione.
Alcune
delle norme previste da questa certificazione, infatti - ha ricordato ancora
Luni - le applicavamo già spontaneamente, anche se gli esercenti
che stanno partecipando alla sperimentazione vanno acquistando via via
maggiore consapevolezza nelle procedure, vivendole in maniera proattiva,
facendo anche investimenti per migliorare i propri standard.
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