Pubblici esercizi: un sistema di imprese che danno servizi creando ricchezza.
La voce di Fipe
Note per la stampa
NO AIUTI DI STATO PER LA CHIESA, NÉ PER SAGRE
NO AIUTI DI STATO PER LA CHIESA, NÉ PER SAGRE
La Commissione europea ha individuato come “aiuto di Stato” alcune esenzioni a favore degli istituti ecclesiastici, dei circoli privati, degli impianti sportivi e delle sagre. Non si capisce come mai il decreto sulle semplificazioni fiscali che sarà presentato venerdì prossimo in Consiglio dei ministri cercherà di correggere la facilitazione per gli immobili della Chiesa, ma non terrà nella stessa considerazione le facilitazioni per gli altri soggetti indicati.
Per questo motivo Fipe, la Federazione dei pubblici esercizi aderente a Confcommercio,
ha scritto oggi al presidente del Consiglio, Mario Monti, nonché ministro dell’Economia, e ha ricordato come la Commissione europea considera con il comma 4 dell’articolo 159 del Tuir come ‘aiuto di Stato’ il regime di esenzione e di agevolazione per la somministrazione di alimenti e bevande da parte di alcuni soggetti che così creano una concorrenza sleale a danno delle imprese che svolgono la medesima attività commerciale.
«Siamo sicuri – afferma il presidente Fipe, Lino Stoppani – che sarà posta in essere una misura correttiva al testo del dl anche nei confronti di circoli privati e sagre, come ci richiede l’Europa».
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