5,6 milioni di italiani pari all’11% degli italiani consumerà al di fuori di casa il tradizionale pranzo di Natale secondo la consueta indagine realizzata dall’Ufficio Studi della Federazione Italiana Pubblici Esercizi, Il prezzo medio del pranzo in un ristorante sarà di 51 euro a persona, in leggero aumento rispetto al Natale 2015.
A Capodanno invece circa 7,5 milioni di italiani attenderanno lo scoccare della mezzanotte in un locale pubblico.

• La consueta indagine realizzata dall’Ufficio Studi della Federazione Italiana Pubblici Esercizi stima che l’11% degli italiani consumerà al di fuori di casa il tradizionale pranzo di Natale
• Il prezzo medio del pranzo in un ristorante sarà di 51 euro a persona, in leggero aumento rispetto al Natale 2015
• A Capodanno invece circa 7,5 milioni di italiani attenderanno lo scoccare della mezzanotte in un locale pubblico

I DATI FIPE: CENONE FUORI CASA PER 9 MILIONI DI ITALIANI

PIÙ DI 7 MILIONI AL RISTORANTE, PRESENZE IN CRESCITA


NATALE E CAPODANNO SECONDO FIPE

Il Natale 2014 resterà nella memoria dei ristoratori come quello delle incertezze. Infatti, alla crisi economica gli esercenti stanno gestendo le incombenze relative agli allergeni, per le quali mancano indicazioni operative chiare e definitive, sulle modalità di comunicazione e il regime sanzionatorio.



FIPE: LA CRISI NON MORDE IL PRANZO DI NATALE

Qualche leggero cambiamento soprattutto fra i giovani tra i 25 e 34 anni e i meridionali, qualche viaggio in meno soprattutto in Italia, ma per il resto, le feste natalizie degli italiani seguiranno grosso modo lo schema dello scorso anno.
È quanto afferma il 96% degli intervistati per l’indagine campionaria sui consumi “fuori casa” in occasione del Natale 2013 realizzata da Fipe-Confcommercio e Format Research.

FIPE, A NATALE VOGLIA DI CAMBIAMENTO
Per gli italiani, il prezzo giusto per il Natale al ristorante è di 50 euro e di 60 per il Capodanno
Saranno circa otto milioni gli italiani che quest’anno trascorreranno le feste in maniera diversa dal solito. A fronte di un 40% complessivo che deciderà di cambiare la “sua” tradizione per motivi economici, c’è un altrettanto